La Sibilla romana – parte terza

La Sibilla Romana – Parte prima  La Sibilla Romana – Seconda parte

Ciò che accadde dopo, non lo ricordo, so solo che mi risvegliai molti anni dopo, fra sette ometti bassi bassi grazie al bacio di un principe, un gran pezzo di principe, uno gnocco da paura insomma. Infatti con lui fu subito amore, scappammo sul suo cavallo e lui mi sposò poco dopo. La vita con lui si trasformò ben presto on un vero incubo. Soffriva di alitosi e sua madre era una vera vipera.  Trasformai quindi entrambi in pietra e scappai di nuovo. Nella fretta persi la mia scarpetta di cristallo, ma per fortuna, nessuna mai mi cerco per restituirmela.

Camminai su e giù per il bosco, e trovai una casina di marzapane , di nuova costruzione. La occupai abusivamente e ci abitai per un po’. La vita in solitudine mi stava facendo esaurire e mi prendevo poco cura di me, avevo infatti l’aspetto di una vecchietta antipatica. Un giorno capitarono di li due bimbi dispettosi che volevano mangiarsi casa mia. fu così che misi lui in una gabbietta e costrinsi lei a pulire dove avano sporcato….. Ai miei tempi i giovani erano più rispettosi ed educati. Ma poi mi chiesero scusa e li liberai.

Oramai la mia copertura era saltata , quindi decisi di ripartire, certamente non volare
ma viaggiare…Si, viaggiare evitando le buche più’ dure. Ma evitare le buche era già allora molto difficile, quindi caddi dentro una di queste e con 3 ossa rotte ed u omore a dir poco nero fui trasportata d’urgenza al più vicino pronto soccorso dove feci 3 giorni e tre notte di sala di attesa. Solo facendo gli occhi dolci al primario riuscii ad essere visitata. Naturalmente lui si innamorò di me , ma io non di lui e così lo trasformai in un ranocchio.

Per sbarcare il lunario incominciai a lavorare in un setificio, ma mi punsi con un fuso. Caddi  come corpo morto cade , e dormii per molto, molto tempo … Mi svegliò con un bacio un netturbino di Anagni, quell’anno i saldi cominciarono con netto anticipo ed i principi azzurri erano gia finiti. Da lui ebbi 3 figli, Timmi Tommi ed Erasmo. Mi accorsi poco dopo quanto i tempio fossero cambiati…. Sentivo per strada tutti gli nocchi addosso, pare non piacessero quelle che, come me, giravano vestite di nero, con unghie lunghe ed affilate che bofonchiano strane formule….sentii dire che  ne abbiano bruciate parecchie cosi, ma io no . Io sono furba e riuscii a scappare.

Mi rifugiai sul  cucuzzolo della montagna Sotto a un cielo tinto col blu E con in testa Un passamontagna,Con la neve alta così, su a valle non sono mai scesa, Con ai piedi un paio di sci sci …… voi non ci crederete ma insegnai a sciare ad Alberto Tomba, che divenne un mio caro amico.

Passano gli anni, ma tanti son lunghi, ed in quegli anni ne feci di strada , la dove c’era l’erba, la fumai .

E alla fine, nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai con Dante in una selva oscura. Inutile dire che a parte una bella intesa intellettuale per lui non provavo nulla, ma lui era partito proprio de brocca e mi scriveva poesie e poemi ,mi fece una corte selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! Tant’ è amara che poco è più morte.

continua……..

 

 

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13 Comments

  1. Ho letto tutto e devo dire che sono morta da ridere, specie “Passano gli anni, ma tanti son lunghi, ed in quegli anni ne feci di strada , la dove c’era l’erba, la fumai .” forte! bravissima 😀

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