PALMI, FAMIGLIA E TRADIZIONI di Annunziata Palmucci

La città di Palmi è stata una parte importante della mia vita, in questo bellissimo paese in provincia di Reggio Calabria è nata e cresciuta mia madre, Cipri Carmela, prima di convolare a nozze con mio padre, Palmucci Nunzio.

Il 16 novembre di ogni anno è commemorato il terremoto del 1894 che ebbe in Palmi il suo epicentro e nel quale accade un evento definito come il miracolo della Madonna del Carmine.

La statua della Madonna di Carmine si fece scorgere dai fedeli per diciassette giorni dal movimento degli occhi e con cambiamenti di colorazione del volto.

La stampa locale si occupò dell’avvenimento e la sera del 16 novembre i fedeli improvvisarono una processione a spalla della statua per le vie cittadine.

Ogni anno viene ricelebrata la processione della statua della Madonna per le vie cittadine percorse nel 1894.

Mia madre quando ricordava la Madonna del Carmelo gli venivano in mente tanti ricordi di quando era piccola, che io conservo gelosamente nel mio cuore.

L’unico neo nella mia vita e che non sono riuscita a conoscere i miei nonni (i suoi genitori), sono morti prima della mia nascita, ma dai ricordi di mia madre è come se li avessi conosciuti.

A Palmi ci sono molti monumenti di cui mia madre mi parlava spesso.

La cattedrale di S. Nicola, al suo interno vi è un quadro della Madonna della Sacra Lettera.

Oltre alla Cattedrale di S. Nicola, vi è la statua di S. Rocco, molto venerata dalla popolazione, Santuario di Maria Santissima del Carmelo, nel cui edificio è collocata la miracolosa statua della Madonna del Carmine.

In Piazza Pentinalli vi è il mausoleo di Francesco Cilea che ospita la salma dell’artista palmese.

Nella città di Palmi vi sono molti punti panoramici.

Le antiche tradizioni che si conservano e si tramandano a Palmi nei secoli, tra queste vi sono la Varia di Palmi, la festa di S. Rocco con il corteo degli spinati, i Giganti, la processione a mare della Madonna dell’Alto Mare e quella di S. Elia che percorre i sentieri dell’omonimo monte.

La Varia di Palmi è un enorme carro sacro che rappresenta l’Universo e l’assunzione in cielo della Vergine Maria.

La Varia di Palmi è una grandiosa festa folkloristica-religiosa che risale al 1500, è una costruzione di ferro, dal peso di 200 quintali, alta 16 metri trasportata a spalla da 200 validi giovani divisi in cinque corporazioni: marinai, contadini, carrettieri, bovari e artigiani.

Rappresenta un’argentea nuvola e sulla cima reca una ragazza che impersona la Vergine che ascende al cielo, sorretta dal Padre eterno, tra il roteare degli astri e il volo degli angeli.

Sono molte le tradizioni che riguardano la festa di S. Rocco cui mia madre era molto devota, nella sua camera vi è un quadro di S. Rocco che io custodisco gelosamente, la sera prima di andare a dormire, recito una preghiera in onore di mia madre che è venuta a mancare qualche mese fa.

La principale tradizione della festa di S. Rocco è il corteo degli Spinati formato da fedeli che tutta la processione della statua del santo per ex voto veste a torso nudo una cappa di spine o una corona, sempre di spini, a ricordo di quella indossata da Gesù sulla croce.

Tutte le feste religiose cittadine sono accompagnate al mattino dalla sfilata dei Giganti.

La Tonnara di Palmi è incastonata in un’emozionante scogliera, è una delle più belle località della Costa Viola.

Le sue acque limpide e cristalline sono dominate dallo scoglio dell’Ulivo, una roccia scavata dal logorio del mare, sul quale resiste da tanti anni un ulivo incurvato dal vento.

Il mare che bagna la Tonnara di Palmi è meraviglioso: color turchese, limpido e trasparente che sa regalare ai turisti che ogni anno passano le vacanze a Palmi un’emozione unica.

Intorno alla città di Palmi vi sono molti paesini tra cui Seminara, dove ogni Ferragosto si svolge la festa della Madonna nera con i Giganti, enormi maschere che gironzolano per Seminara accompagnate da tamburi in festa.

Il monte S. Elia è un altopiano con tanti alberi ed è definito il balcone sul Mar Tirreno.

Sul lato sud della balconata si trova la pietra del diavolo sulla quale, come vuole la leggenda, si evidenziano le impronte delle unghie del demonio schiacciato da S. Elia.

E’ un luogo di frequentazione religiosa per via della chiesetta di S. Elia profeta la penultima domenica di Luglio e la Madonna della Montagna la prima domenica di Settembre.

Palmi ha un look curato, patrimonio dell’Unesco, magnifico esempio di cittadina calabrese risorta dalle roventi ceneri di un violento terremoto del 1908.

Palmi rimarranno per sempre nella mia vita, quando mi sono recata a Palmi, avevo solo un anno, non ho veri ricordi, ma dei continui racconti che mi faceva mia madre, è come se ci fossi vissuta per tanto tempo.

Dedico questo breve racconto a mia madre e ai suoi parenti tutti, che sono e rimarranno nel mio cuore per tutta la vita.

so ringrazia Annunziata Palmucci pe questo suo racconto

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