Storie di cronaca – la piccola Manu

Vi voglio raccontare la storia della piccola manu.. aveva circa 13 anni, era il periodo delle scuole medie. Piccola, esile, la più bassa della classe. Era felice, fin quando dei compagni di classe non iniziarono a fare battute strane. “Che puzza” dicevano “dobbiamo comprare quelle candele profumate, ne mettiamo una proprio qua”. Allora capì. Capì che quelle battute erano riferite a lei, che lei “puzzava”. Si era convinta più che mai ma non capiva il perché. “Io mi lavo” pensava “forse non mi lavo abbastanza”.. era diventata un’ossessione. Fin quando le vessazioni non diventarono più pesanti, durante le lezioni, le spiegazioni dei professori, le interrogazioni, la ricreazione. “Quant’è brutt” “faccia da topo” “sta tapp” “madonn e che puzz” “faccia di merda”. Un giorno un ragazzo della classe, il più grezzo, ebbe la bell’idea di far ridere gli altri dandole un calcio e fermandosi a 1cm dal suo viso. Tornava a casa piangendo. Durante un compito “manu ci dici sta risposta? Dai non ti sfottiamo piu!” Lei si fidò, da scema! Così ne parlò con la mamma che a sua volta andò a parlarne col preside della scuola. Cambiò poco e niente. Una prof voleva farla addirittura sedere vicino a lui, quello che l’aveva umiliata tanto. Lei pianse davanti a tutti, tanto da essere presa per ridicola dalla professoressa stessa. “Povero ragazzo, perché non ti vuoi mettere vicino a lui?” La scema ovviamente era lei che non si voleva mettere vicino al suo bullo! La mamma allora disse “manu ignorali, la non curanza è il maggior disprezzo. Si stancheranno. Fai qualcosa che ti piace fare, disegna, ridi con le tue amiche”. Seguì i consigli della mamma e dopo pochi mesi si stancarono! Lei ora ha 24 anni, è forte, ma l’ossessione di essere bassa, brutta e puzzolente c’è ancora. Ma oltre a quello c’è, dopo 11 anni, odio e rabbia verso quelle persone che le hanno rovinato un periodo difficile della sua crescita. Ora mi rivolgo a voi mamme, parlatene con i vostri figli perché tutto questo non succeda. Questa è la mia esperienza quando internet non era molto diffuso, quando Facebook non era vita quotidiana. Ora si parla di ciber bullismo, cosa secondo me peggiore perché tutti sanno, tutti possono “ridere” e prendersi gioco del più debole.

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