Forza papà! Suggerimenti per i papà work in progress

A cura della dott.ssa Barbara Manzo, Psicologa Psicoterapeuta

http://www.maepainsieme.com

Sulle paure, insicurezze, gioie e dolori delle mamme si è scritto (e abbiamo scritto) molto, numerose sono state le ricerche scientifiche in merito, e dei papà? Chi si occupa dei papà? La letteratura specialistica e il senso comune hanno dato poco spazio alle emozioni dei papà anche perché per secoli il loro ruolo non è stato certo quello emotivo. Ma oggi non è più così, per fortuna aggiungiamo. Anche i papà vogliono dire la loro, esprimere la gioia di diventare padre, di condividere con la propria compagna l’attesa e il caos al momento dell’arrivo del piccolo, tutto questo non è più celato o un problema esprimerlo.

Come per le mamme, diventare papà porta a un cambiamento d’identità: con la nascita del proprio bambino nasce un nuovo sé. Sulla diade mamma-bambino, sul senso di esclusione che il compagno avverte da parte della compagna a seguito di questo legame, se ne è parlato in ogni salsa, ma seppur donna mi chiedo se questa immagine di uomo-bambino, che cerca ancora l’esclusiva sulla propria partner rispecchi veramente i neo papà del 2015, anzi se fossi uomo me ne offenderei. Il ruolo genitoriale richiede sicuramente una condivisione ed una contrattazione, e questo è in dubbio che vale di più per il ruolo di papà, che diventa tale non tanto nei 9 mesi di gravidanza ma da quando quell’idea di bambino diventa un essere reale tra le sue braccia.

Effettivamente come afferma il Dott. F. Mori “il rapporto madre-bambino è così intenso e totale che un uomo può inserirsi al suo interno solo grazie alla disponibilità della propria compagna a farsi da parte per chiamarlo in causa, lasciando momenti diretti d’interazione tra padre e figlio e fidandosi della sua capacità di essere presente e di prestare cure altrettanto premurose, sebbene dissimili da quelle che avrebbe adottato lei”. Se tutto riesce a essere attivato, la coppia si trasforma in una famiglia, in cui ogni membro riveste un ruolo che alimenta la relazione affettiva all’interno del “nuovo sistema famiglia” e che permette a entrambi, mamma e papà, di abbracciare a tutto tondo la nuova dimensione genitoriale.  All’interno di questo ruolo paterno oggi è concesso manifestare una modalità emotiva sempre più personalizzata e amorevole, tanto da portare gli esperti a parlare di “paternità affettiva”.

Dando spazio all’aspetto emotivo del ruolo paterno oggi assistiamo ad un vissuto del ruolo, seppur per interposta persona, già nella gravidanza. Sempre più papà partecipano alle visite di routine (e non solo), le ecografie diventano motivo di vanto e scambio con gli amici (già papà e non).

Anche perché i nove mesi sono un’ottima palestra per affinare quelle abilità che saranno necessarie all’arrivo del pargolo. Cosa può fare un papà? Qui, seguendo un bell’articolo del Dott. E. De Gregorio, vi elenchiamo alcuni consigli pratici:

  1. Se il papà può aiutare, anche nella gestione delle faccende pratiche, la mamma sarà più serena e disponibile a vivere dei momenti di svago in coppia. Questo vale ovviamente in gravidanza, dove la mobilità della donna è ridotta (soprattutto negli ultimi mesi di gestazione) sia alla nascita del bambino, quando la mamma sarà fisicamente provata dal parto e dalle richieste imperanti del nuovo arrivato. Nel caso di allattamento artificiale il papà potrebbe sostituire in alcuni momenti la mamma in quest’attività. Tale scelta porta benefici sia alla relazione papà-neonato sia alla possibilità della neo mamma di riposarsi.
  2. Il confronto, un elemento chiave in ogni relazione diviene fondamentale quando si diventa genitori, sia all’interno della coppia sia con chi è già papà. Parlate con amici che hanno affrontato prima di voi questa esperienza, apprendere attraverso un altro è una modalità atavica di apprendimento. Per questo anche Ma&Pa danno la possibilità di confrontarsi leggendo le esperienze lasciate da altri genitori e partecipando al gruppo face book appositamente creato “Genitori Ma&Pa”.
  3. Restare ciò che si è, infatti uomini e donne, dal punto di vista psicologico, sociologico e familiare hanno ruoli e funzioni diversi! Come spiega bene il Dott. De Gregorio: “La mamma generalmente ha un istinto altamente protettivo nei confronti del bambino. I papà hanno il compito di accompagnare i bambini alla scoperta del mondo esterno, stimolando i piccoli a esplorare e cimentarsi con le cose nuove”. Senza immaginare rigidamente questi ruoli bisogna però assecondare la propria natura!
  4. Una delle qualità da allenare maggiormente è la Pazienza! Avere a che fare con il neonato può essere assai logorante, sia per l’iniziale complessità di codifica dei suoi segnali sia per l’’impegno fisico che il suo accudimento richiede; pertanto è importante armarsi di pazienza.

 

 

 

 

Bibliografia:

I neopapà: ruoli, funzioni ed emozioni. Dott. Francesco Mori, in http://www.medicitalia.it/blog/psicologia

Nel mezzo del casin di nostra vita. Dott. E. De Gregorio, in www.superpapà.it l’angolo dello psicologo

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