Il parto che vorrei

Mi chiamo Linda e sono una doula. Penso di esserlo sempre stata e la mia formazione ha tirato fuori le mie capacità al meglio. Il mio compito è quello di supportare la donna, la coppia, la famiglia, in un percorso di collaborazione che può andare da prima del concepimento fino all’anno del bambino. Il mio obiettivo è stare insieme alla donna, affiancarla nelle aspettative e desideri che ha riguardo all’evento più sacro che vivrà per aiutarla nella loro realizzazione. Perché tutte le donne si creano un’immagine di come vorrebbero fosse quel momento. È vero a volte possono esserci delle complicazioni, ma le evidenze scientifiche dimostrano che la maggior parte delle volte sarebbe sufficiente lasciare accadere tutto in modo e tempi fisiologici; e quand’anche non si fosse nella fisiologia, bensì in uno di quei casi in cui è necessario un intervento medico, la donna non deve essere sola a gestire il vortice di emozioni che questo comporta.
Viviamo in un momento di passaggio. Le linee guida dell’OMS,  le evidenze scientifiche e l’informazione sono molto più accessibili. Si sta lentamente, ma con convinzione, lavorando per ricreare quella rete di supporto di cui la gestante e la famiglia hanno bisogno. Perché una gestante o una puerperio non debbano più sperimentare quell’opprimente senso di solitudine che purtroppo molte conoscono.
Alle donne con cui lavoro le prime due domande che pongo sono:

Di cosa hai bisogno?
Come vorresti che fosse il tuo parto?

Abbiamo diritto di scelta. Non è solo un sogno o un’ideologia,  è reale, la legge stessa ci garantisce dei diritti.
Rispondere a queste domande può aiutare la donna e il suo partner a capire ad esempio se vogliono un parto medicalizzato o no, se la donna vuole avere tanto personale medico intorno oppure no, se ha paura del dolore, se ha paura della separazione dal proprio bimbo o di pratiche come kristeller, ventosa, episiotomia e cesareo, che purtroppo nel nostro paese sono un abuso eccessivamente praticato talvolta senza il consenso informato della partoriente (che è oltre tutto una cosa da denuncia). In Italia le percentuali di questi interventi medici sforano gravemente quelle che sono le casistiche dettate da reali necessità. E quasi mai ci si chiede come si sente la donna a cui vengono proposte o comunque effettuate.

Il parto che vorreste, la nascita che vorreste (perché è anche la nascita della mamma e del papà) può essere reale.
No, non faccio miracoli, al massimo siete voi stessi a farli, dandovi l’opportunità di scegliere il percorso che sia più in sintonia con i vostri desideri ed esigenze.
Questo non vuol dire che allora non può succedere nulla di spiacevole, ma che se anche dovesse accadere (e statisticamente le possibilità sono di gran lunga inferiori) non è perché non si era consapevoli di quello che accadeva e c’è stato un abuso, ma perché era davvero necessario agire!
È importante la consapevolezza e ricordatevi, la Natura è potente e sapiente, e molte volte sarebbe sufficiente lasciare che ciò che è sano e fisiologico proceda seconda natura, nel caso della gravidanza, nel rispetto della mamma e del piccolo che porta in grembo.

Vi lascio con un quesito su cui riflettere: esiste qualcosa che fa o può fare per rendere migliore la fisiologia?

Linda

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1 Comment

  1. un ruolo particolarmente difficile, ma necessario con i tempi che corrono… bello questo articolo mi piace complimenti per cio’ che fai e per come lo hai descritto…

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